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Utente: Univant
Nome: Università Antagonista
Siamo un gruppo di persone, in prevalenza studenti universitari, che dall’autunno 2003 svolgono un’attività politica sul territorio pisano in modo assolutamente autogestito. Il nostro lavoro di analisi e di informazione si sviluppa intorno al problema del diritto allo studio, ma anche ad altre problematiche cittadine, nazionali ed estere (la guerra, il sostegno al popolo palestinese..). In particolare siamo stati molto attivi sul problema della casa, abbiamo distribuito documenti informativi, bloccato gli sfratti e soprattutto occupato edifici con l’obiettivo di dare casa alle persone o di denunciare palesi casi di speculazione edilizia. Così lo Spazio SocioAbitativo SanLorenzo ha dato casa per un anno a 40 persone tra studenti, precari e migranti; le altre occupazioni (l’enorme edificio dell’Ex-Enel e la “celebre” Mattonaia) non sono durate più di un mese e sono state un mezzo fortissimo per denunciare l’abbandono di tali posti e per far venire ancora più a galla il problema della casa a Pisa (città ad emergenza abitativa). Per approfondire tutto ciò andate a “La storia di univant” tra le categorie.
univant@inventati.org

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giovedì, 09 novembre 2006

Bloccato lo sgombero!!




Questa mattina le forze dell'ordine bloccano via Carducci e la sua parallela per eseguire l'ordine di sgombero dello Spazio socio-abitativo Sciascià. Gli occupanti confermano la già annunciata volontà di resistere allo sgombero. L'immobile è blindato in ogni suo possibile ingresso, sia porte che finestre.
Intorno alle ore 12.30 il camion dei Vigili del Fuoco si avvicina all'immobile, lo sgombero sembra imminente. Gli occupanti chiusi all'interno dell'immobile sistemano le ultime barricate al grido di “da qui non ce ne andiamo”, mentre gli oltre 50 compagni che sono sopraggiunti prima del blocco del quartiere da parte della polizia si schierano davanti all'entrata dello spazio nell'intento di rallentare l'incursione. Negli stessi istanti giunge la notizia che la proprietà (la scuola Sant’Anna) ha ritirato la richiesta di sgombero e perciò lo sgombero è rimandato.
Siamo soddisfatti dell’accaduto perché la giornata si è conclusa senza incidenti, perché lo sgombero è rinviato di qualche giorno, ma soprattutto perché siamo riusciti a creare un tavolo di trattative al quale saranno presenti la scuola Sant’Anna, l’A.R.D.S.U. (azienda regionale per il diritto allo studio universitario) e il Comune di Pisa (che ha sempre rifiutato di avere qualsiasi tipo di dialogo con noi).
In ogni caso la giornata di oggi ha dimotrato che la lotta paga.
Per concludere questo breve resoconto non rimane che ringraziare di cuore tutti i compagni e le compagne che sono accorsi a prestare solidarietà attiva contro lo sgombero, costretti tra l'altro a sopportare una fastidiosa pioggia. E ringraziamo anche coloro che hanno cercato di raggiungere lo spazio ma hanno dovuto obbedire al blocco che polizia e carabinieri mantenevano agli estremi delle due strade parallele che delimitano il quartiere. Siete grandi!

postato da: Univant alle ore 17:18 | link | commenti (4)
categorie: news
domenica, 29 ottobre 2006

Allarme sgombero

ORA BASTA! è un motto che nasce da una frase del nostro amico e compagno Andrea, che questa estate ha perso la vita. Ci sembra un motto calzante per rispondere con forza ad una gestione della città arrogante, che non tiene conto dei bisogni e dei diritti di chi abita a Pisa e che si fonda invece sul vantaggio e sul profitto di pochi.
Riprendiamoci le case! Una settimana fa abbiamo occupato uno stabile in via Carducci 29, sfitto da anni e di proprietà del Sant’Anna, dando casa a 20 studenti. L’edificio è solo uno fra le decine di stabili che la scuola ha acquistato negli ultimi anni nel centro storico per realizzare una foresteria di lusso per “professori particolari”, come afferma la dirigenza della scuola.
La politica edilizia del Sant'Anna riflette bene il processo di espansione dei poli di eccellenza universitari, che negli ultimi anni hanno beneficiato di fondi statali sempre più cospicui per offrire una formazione di eccellenza a pochi studenti scelti in base a criteri meritocratici, che andranno a formare i quadri dirigenti del paese. Lo scenario dell’università di massa, invece, sembra andare nella direzione opposta: ogni anno finanziarie di destra o di sinistra tagliano i fondi per l’istruzione pubblica; la ricerca è paralizzata o legata agli interessi dei privati; la qualità della didattica è sempre più scadente ed ogni anno migliaia di studenti pagano tasse in continuo aumento per arrivare a conseguire una laurea di serie B, indispensabile per entrare nel mondo del precariato.
In questo contesto, l’occupazione dello stabile in via Carducci è una risposta al bisogno di casa di 20 studenti e precari che hanno deciso di non sottostare più all’arroganza della speculazione immobiliare. Ma di fronte ad una questione sociale concreta, la Scuola Sant’Anna non è disposta ad alcuna trattativa e, anzi, sa rispondere soltanto con le armi della repressione. La scuola stessa ammette che non sarà in grado di utilizzarlo prima di gennaio 2007, ma nega qualsiasi possibilità di dialogo, anche a fronte di una richiesta di utilizzo temporaneo. Sembra quindi che abbia trovato proficua la linea di Fontanelli in occasione dell'occupazione della Mattonaia: delegare alla Procura un problema che non è di ordine pubblico, ma è una questione sociale e politica, che due enti pubblici dovrebbero gestire come tale.
Lo sgombero di una ventina di studenti e precari che rimarranno senza casa sembra ormai non sorprendere più nessuno nella nostra città, dove forse ci si è inesorabilmente abituati a vedere sempre più ignorate le istanze sociali. Una città che è in mano ai privati, agli speculatori, a istituzioni che funzionano come aziende il cui unico scopo è il profitto, da raggiungere anche a discapito dei diritti dei cittadini.
Riprendiamoci gli spazi! Gli unici momenti di socialità alternativa e lontana dalle logiche di mercato sono offerti dagli spazi sociali della città, ma qualsiasi evento autorganizzato e lontano dai circuiti ufficiali incontra difficoltà che in questi mesi si sono fatte sempre più pressanti. Il Comune multa per migliaia di euro le affissioni di manifesti di Newroz e Rebeldia e tenta persino di negare la concessione del giardino dell’ex Macchianera per la realizzazione di una due giorni di concerti, tra l’altro dedicata alla memoria di Sciascià.
NO ALLO SGOMBERO DELLO SPAZIO SOCIO ABITATIVO SCIASCIA'!
NO ALLA PRECARIETA'!
ORA BASTA!!!

postato da: Univant alle ore 10:48 | link | commenti
categorie: news
giovedì, 19 ottobre 2006

Occupato lo spazio socio-abitativo Sciascià!



Mercoledì 18 ottobre abbiamo occupato un nuovo spazio a Pisa. Si tratta di una palazzina in via Carducci (la via che da borgo largo prosegue fino ai Bagni di Nerone) di proprietà della scuola Sant'Anna. L'edificio si sviluppa su quattro piani (incluso il pian terreno) ed è abitabile da un massimo di 15 persone (calcolo per adesso approssimativo). Ci sono ancora delle stanze libere perciò chi è interressato ci contatti al più presto. Per quanto riguarda la parte sociale invece stiamo sistemando le due stanze che occupano metà del piano terra con l'intenzione di creare un piccolo circolino ricreativo dove poter fare festicciole, cineforum, dibattitti, assemblee.

Le trattative con la proprietà sono in corso, la nostra richiesta è come sempre quella di concederci l'utilizzo del posto fino a che non iniziano i lavori. Non chiediamo finanziamenti da nessuno, ma solo che ci lascino vivere e ristrutturare un posto che altrimenti sarebbe abbandonato.



postato da: Univant alle ore 19:13 | link | commenti
categorie: news
giovedì, 14 settembre 2006

In ricordo di Sciascià...



Il 29 ed il 30 settembre saranno l'occasione per ricordare Andrea, un nostro giovane amico e compagno scomparso tragicamente in questo maledetto agosto insieme alla ragazza Valeria. Il ricavato delle serata andrà a finanziare la causa aperta per Marcello Lonzi (giovane ucciso in carcere per il quale, insieme alla madre, cerchiamo giustizia).

La due giorni si svolgerà presso il giardino dell'ex Macchia Nera.

postato da: Univant alle ore 15:20 | link | commenti (2)
categorie: news
mercoledì, 13 settembre 2006

Progetto Finestre continua a Settembre

Avete mai provato, girando per la città a contare il numero di case vuote, decrepite o super-lussuose, che incontravate sul vostro cammino? Sono moltissime: un’inchiesta dell’Unione Inquilini dice che quelle abitabili sono circa 1200.
Eppure ognuno di noi, appena arrivato a Pisa, si è dovuto scontrare con mille difficoltà, tra agenzie immobiliari, annunci o consigli di conoscenti, prima di riuscire a sedersi un po‘ perplesso su uno scomodo posto letto da 250 euro al mese.
Tutti noi abbiamo poi dovuto fare i conti con padroni di casa disonesti: quelli che sul contratto dichiarano solo la metà dell‘affitto, quelli che ti fanno il contratto di anno in anno perché vogliono poter liberare la casa in ogni momento e quelli che il contratto non te lo fanno proprio. Quelli che ti assicurano che una caldaia degli anni cinquanta è ancora perfettamente funzionante o che un impianto elettrico con i fili scoperti non è poi così pericoloso.
Così a Pisa uno studente fuori sede, durante tutta la sua vita universitaria, è costretto a destreggiarsi nella giungla degli affitti, a cambiare almeno due o tre “case” nell‘’arco di cinque anni, a vivere in catapecchie spendendo un patrimonio. E così accade non solo agli studenti, ma anche a giovani precari che, non potendo permettersi una casa, affittano un “posto letto”. E così accade anche alle famiglie che, rivolgendosi ad un’agenzia immobiliare, scoprono che non esistono case per loro nel centro di Pisa: infatti chi puo‘ permettersi un affitto da 1000 euro?
A volte sembra scontato che le cose debbano andare così e che non ci sia nessuna soluzione per sottrarsi ad un mercato che a Pisa sembra più una mafia.
Ma esistono quelle famose 1200 case sfitte, lasciate lì a marcire per drogare i prezzi degli affitti….
Per questo abbiamo intenzione continuare il Progetto Finestre e questo settembre torneremo ad occupare.
Chiunque voglia aderire al progetto, sia che abbia bisogno di una casa, sia che abbia bisogno di una sede per realizzare progetti sociali, o che semplicemente abbia voglia di discutere del problema casa può contattarci alla nostra e-mail : univant@inventati.org

postato da: Univant alle ore 16:07 | link | commenti
categorie: news

La Mattonaia occupata

La Mattonaia è un edificio di proprietà comunale costruito con i fondi Gescal, ovvero con soldi che venivano detratti dagli stipendi dei lavoratori con la promessa di investirli nella realizzazione di case popolari. Il complesso abitativo dopo 20 anni vede realizzati solo 7 appartamenti dei 12 previsti, il suo stato d’abbandono è uno scandalo che ha sempre sollevato a Pisa un coro unanime di denuncia e di disgusto da parte dei cittadini e delle associazioni. Gli occupanti, che entrano il 28 settembre, sono le prime persone che riescono ad usufruire di questi appartamenti completi di ogni servizio (cucine, servizi igienici, armadi) ed abbandonati al degrado (diverse centinaia erano le siringhe che infestavano il giardino) dal 2003, anno in cui furono completati. La ragionevole richiesta esposta da Università Antagonista consisteva nella possibilità di utilizzo dell’immobile durante l’arco di tempo per cui era previsto il suo abbandono. Ciò ha suscitato una grande solidarietà a livello cittadino, gli abitanti del quartiere erano entusiasti, i sindacati degli inquilini e le varie associazioni politiche cittadine hanno dato pieno appoggio, il Comune invece, sommerso dalle chiare colpe che questa occupazione ha rimarcato, è stato incapace di intessere un dialogo con gli occupanti verso i quali ha presentato ordine di sgombero. Questa esperienza, colorata dalle nevrotiche e infamanti dichiarazioni che il sindaco Fontanelli e compagnia pubblicano insistentemente sui giornali, termina la mattina del 19 ottobre. Le forze dell’ordine circondano l’isolato costringendogli occupanti alla resa, mettendo sotto sequestro l’edificio e identificando gli occupanti. Nuovamente senza casa gli sfrattati mettono le tende sotto il comune.

postato da: Univant alle ore 15:38 | link | commenti
categorie: la storia di univant

L'Ex-Enel occupata

Dopo SanLorenzo il 23 settembre ‘05 il collettivo occupa l’Ex –Enel, un enorme edificio in Lungarno Pacinotti 57 che, dopo il passaggio dell’Enel da ente pubblico a S.p.a., è stato oggetto di una speculazione di altissimo livello che ha visto coinvolti personaggi del più grande scandalo finanziario degli ultimi anni, come Coppola e Fiorani. In questo immobile sfitto da più di due anni (e ancora privo di destinazione d’uso approvata) abbiamo tentato di sviluppare il progetto da noi steso per l’utilizzo dell’immobile. Progetto che prevedeva di dare casa a 300 persone e che non si è potuto realizzare a causa dello sgombero che i potenti proprietari hanno ottenuto solo cinque giorni dopo. Il 28 settembre lo sgombero avviene senza incidenti perché gli occupanti rifugiatisi sul tetto, durante l’irruzione delle forze dell’ordine, sono riusciti attraverso una scala secondaria ad uscire dal retro dell’edificio, ad unirsi a coloro che all’esterno davano solidarietà attiva in modo da formare un corteo che nei pressi di piazza della Berlina si è lanciato, nell’incredulità dei più, verso la Mattonaia, occupata così in pieno giorno da più di cento persone.

Anche alla luce degli ultimi sviluppi giudiziari: il 13 dicembre 2005 Giampiero Fiorani viene arrestato in merito alle indagini sulla scalata dell’Antonveneta; Danilo Coppola, anch’egli immischiato in questo scandalo italiano, è indagato (come Ricucci) per un giro di fatture false legate alle compravendite immobiliari. CHIEDIAMO CON FORZA LA REQUISIZIONE DA PARTE DEL COMUNE DI PISA DELL’EDIFICIO. La requisizione è strumento legale a disposizione della Pubblica Amministrazione (già sperimentato a Roma) per sottrarre gli edifici ad inattività o ad abuso.

L'Ex-Enel è stata poi occupata altre due volte: per una tre giorni incentrata sul concetto della requisizione ed il 16 luglio durante la "luminara" (addobbata per l'occasione, vedi foto a destra)

postato da: Univant alle ore 15:34 | link | commenti
categorie: la storia di univant

Lo spazio Socio-Abitativo SanLorenzo


Lo spazio San Lorenzo fu oggetto di un’occupazione simbolica di tre giorni da parte di Università Antagonista nel maggio del 2004. Con la seconda occupazione iniziata il primo ottobre ‘04 nasce lo Spazio Socio-abitativo, ovvero un luogo che ha dato per un anno casa a 40 studenti, precari e immigrati con l’aggiunta di 10 posti letto in foresteria utilizzati per le emergenze abitative temporanee. Oltre ad essere una casa SanLorenzo è stato un luogo aperto alla città dove avvenivano dibattiti, presentazioni di libri, un doposcuola per bambini (le formichine rosse), dove era attiva una sala prove, una biblioteca, una sala studio, una sala con internet free, l'orto, nonché un ampio giardino sempre aperto a tutti, e poi concerti, rappresentazioni teatrali, un cinema (d’estate all’aperto), pranzi e cene a 1 euro. Il primo settembre ‘05 siamo usciti volontariamente dall’edificio in corrispondenza dell’inizio dei lavori da parte della scuola Sant’Anna (la proprietaria), decisione presa in linea col dichiarato intento iniziale di utilizzare lo stabile fino a che il suo stato di abbandono e inutilizzo sarebbe persistito.

postato da: Univant alle ore 15:34 | link | commenti
categorie: la storia di univant